| Nebbioso paesello
Ancora un virtuosismo monocromatico di Roberto;
questi angoli di mondo mi sono molto famigliari avendo visto i miei anni
migliori; anni in cui per il fotografo la visione monocromatica era più consueta
di quella a colori.
In quei tempi lo sforzo principale del fotografo consisteva nel riprodurre nelle
tonalità di grigio più ricche e delicatamente sfumate l'infinita varietà degli
arcobaleni di cui la realtà è costituita.
Poi questo sforzo ci è apparso obsoleto, tutti abbiamo cominciato a
padroneggiare (?!?) il colore; era così facile con le tecniche digitali . . .
che motivo c'è di faticare tanto ?
Il cromatismo è gratuito, intrinsecamente connesso con la produzione
dell'immagine, apparentemente più "vero" e completo nella rappresentazione del
soggetto. Il beneamato reticolo di Bayer e adeguato trattamento software
restituiscono i colori come se i sensori fossero tre . . . perché mai
fotografare in bianco e nero?
La risposta ce la danno le foto
di Roberto: perché la sintesi può essere poesia, perché il meno può essere il
più, perché a volte la verità è semplice e il colore, semplicemente, non serve.
Beppe
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