26 marzo 2003
da Dario Ghelfi
NOTE SULLA GUERRA ALL’IRAk
In relazione a questo avvenimento, credo si possano trarre alcune considerazioni.
Dario Ghelfi
commento di Beppe
Dario presenta con la consueta decisione e precisione il suo parere sulla guerra in corso. Mi pare una serie di considerazioni molto condivisa da numerosi analisti in ogni parte del mondo e di svariate tendenze politico-culturali, che comunque ognuno può valutare liberamente.
Io mi permetterei una piccola aggiunta: al di là delle considerazioni etiche che in genere condizionano poco le guerre e le scelte a queste connesse, trovo che la politica della forza portata avanti dal governo Bush rischi di ottenere per la civiltà occidentale un risultato storicamente comparabile a quello che mezzo secolo prima il nazifascismo ha ottenuto per l’Europa.
Mi spiego.
Nel 1945 un mondo fino a un decennio prima eurocentrico ha sancito la scomparsa dell’Europa come soggetto politico/economico/culturale; conseguenza della scriteriata politica nazifascista.
Non so quando (ma temo fra non molto) il pianeta vedrà la fine della supremazia della cosiddetta civiltà occidentale, incapace di rinunciare alla rapina delle risorse, inadeguata alla negoziazione, preparata solo a guerre dall’alto a costo zero, strutturalmente impossibilitata alla pace. Il detonatore della catastrofe potrebbe essere proprio la scriteriata politica di potenza portata avanti da un presidente americano chiaramente non all’altezza.
Ma io da vecchio illuminista ottimista ho anche una speranza; forse stranamente per essere un antico laico la ripongo nel Papa; spero cioè che i lati migliori del Cristianesimo e della Chiesa (non sempre condivisi dal popolo dei cristiani) riescano ad emergere e a dare anche all’occidente quella "carica" umana nuova che manca del tutto nei valori della civiltà del denaro. Forse da un confronto "religioso" fra religioni e culture potrebbe derivare un criterio di convivenza pacifico e un nuovo assetto planetario. Per questo è tuttavia necessario che si verifichino alcuni presupposti: il Cristianesimo deve liberarsi dai suoi legami storici con i potentati economici e l’Islam deve separarsi nettamente dalla politica, lasciando che gli stati vengano condotti in maniera laica; deve inoltre liberarsi dalle frange fondamentaliste violente che ne inquinano immagine e comportamenti.
Tutti dobbiamo infine capire che un pianeta "globalizzato" non può più reggersi sulle colossali iniquità che attualmente ne rappresentano la caratteristica fondamentale.
beppe