LA SCOMPOSTA REAZIONE DELLA FEDERCACCIA
CONTRO GLI ANIMALISTI ITALIANI:
VERGOGNOSA GAZZARRA DAVANTI ALLA FEDERAZIONE ITALIANA
DELLA CACCIA
Uno sparuto gruppo di animalisti ha inscenato in mattinata una vergognosa
provocazione a Roma, davanti alla Presidenza della FIDC. Vari tentativi di
entrare nei locali della Federcaccia sono stati impediti dalla presenza discreta
ed efficace delle forze dell'ordine alle quali va il sentito apprezzamento di
tutti i Federcacciatori.
Nel denunciare questo atto inqualificabile, incivile ed estraneo ad ogni forma
di democratico confronto, il Presidente della Federcaccia, Fausto Prosperino,
invita le istituzioni, le organizzazioni regionali, provinciali e comunali della
Federazione a vigilare per bloccare sul nascere eventuali ulteriori
provocazioni.
Convinti che la stragrande maggioranza del popolo Italiano è con noi a difesa
della civiltà e della ragione, la federazione Italiana della Caccia riconferma
per intero i propri obiettivi, che riguardano essenzialmente la gestione del
territorio a fini ambientali, faunistici e venatori attraverso il coinvolgimento
di tutte le forze sociali (istituzioni, agricoltori, cacciatori, ambientalisti
non fondamentalisti, mondo scientifico) non soltanto per appagare le legittime
aspettative dei cacciatori ma per contribuire a migliorare la qualità della vita
di tutti i cittadini.
Federazione italiana della Caccia
Roma, 30 gennaio 2003
LE MENZOGNE DELLA
FEDERCACCIA IN TRIBUNALE
Dichiarazione di Walter Caporale, Presidente Animalisti Italiani-PeTA
La pacifica, colorata e nonviolenta manifestazione degli Animalisti Italiani
della PeTA di questa mattina 30 gennaio di fronte alla sede della Federcaccia ha
dato alla testa ai cacciatori.
Gli Animalisti Italiani preannunciano querela nei confronti della Federcaccia:
la nostra associazione, come possono testimoniare le forze dell'ordine presenti,
non ha mai cercato di entrare nei locali della Federcaccia. Definire dunque "un
atto inqualificabile, incivile ed estraneo ad ogni forma di democratico
confronto" una manifestazione di venti volontari della PeTA che hanno
semplicemente commemorato centocinquanta milioni di animali uccisi nell'ultima
stagione venatoria, significa avere la coscienza sporca e non voler accettare le
critiche di chi, in rappresentanza della stragrande maggioranza degli italiani,
si oppone alla caccia.
Ma soprattutto significa non avere la capacità di spiegare all'opinione pubblica
il perché delle sempre più vergognose richieste della Federcaccia per
l'allungamento del calendario venatorio e delle specie cacciabili.
Cosa aspettarsi, del resto, da chi, nel parlare di animali, ha recentemente
dichiarato che "noi cacciatori preleviamo gli interessi senza intaccare il
capitale"? Trattandosi di animali noi parliamo di esseri viventi: questi signori
invece li definiscono "interessi".