Abdul-Hamid IIDa Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Abdul-Hamid II Abdul-Hamid II (in turco ottomano: عبد الحميد ثانی `Abd ül-Ḥamīd-i sânî, in turco: İkinci Abdülhamid; Istanbul, 21 settembre 1842 Istanbul, 10 febbraio 1918) fu il 34° sultano dell'Impero Ottomano, dal 31 agosto 1876 al 27 aprile 1909, quando, a causa della sollevazione militare dei Giovani Turchi, gli subentrò il fratello Mehmet V. Secondo figlio del sultano Abdul Mejid I e della sua sposa armena Tirimüjgan, Abdul Hamid salì al trono allorché fu destituito suo fratello Murad V, il 31 agosto del 1876. Fu l'ultimo sultano ottomano con poteri assoluti e colui che ritardò di alcuni decenni la modernizzazione della Turchia, con i suoi metodi autoritari e talvolta spietati nei rapporti con i separatisti, e con le sue manovre diplomatiche che tentarono di trarre vantaggio dai conflitti tra le potenze europee. Era conosciuto col nome di Ulu Hakan (Divino Khan) dai sui sostenitori e come il Sultan Rouge (Sultano Rosso) dai suoi oppositori come i Giovani Turchi e i loro simpatizzanti stranieri. Fu responsabile dei cosiddetti massacri hamidiani, oggi considerati la prima fase del genocidio degli armeni. Per maggiori dettagli sui massacri hamidiani, clicca su: http://it.wikipedia.org/wiki/Massacri_hamidiani |