
In questa pagina presento
sconsideratamente alcuni dei miei video, una produzione che risale
ai primi anni '80 come ricerca di possibilità espressive, ma che ha
avuto qualche concretezza solo da una ventina d'anni, cioè da quando
l'avvento dell'informatica e degli strumenti di ripresa digitali ha
consentito ai singoli di accedere con poca spesa a un linguaggio che
i grandi con la preveggenza del genio e gli studi professionali con
la larghezza di mezzi avevano da molto prima esplorato e messo a punto.
Comunque ho abbastanza poco pudore da esibire la mia pochezza. beppe |
VOI
Voi che avete la pelle lucente e muscoli elastici e veloci voi che avete denti luminosi nel riso spalancato sull'erba voi che cantate la gioia profumata della forza voi che avete occhi rapidi come maratoneti sazi di ormoni voi che ci minacciate con prepotenti capezzoli fecondatori della mia invidia voi che non avete mai visto cadere un aquilone voi che avete seppellito due secoli di lotte voi che avete conquistato il precariato credendolo libertà voi che avete creduto perfino alla mano invisibile di Adam voi che vi lagnate per non ricevere il futuro in regalo dal passato voi volgo eterodiretto dal demagogo voi orfani del tirannicida ma prontissimi alla vile guerra tra poveri voi che avete spento i lumi con i fondamentalismi voi naufraghi nel vostro ritrovato medioevo voi che ci trovate ingombranti, lenti, pedanti cosa volete ancora da noi possiamo ormai solo togliere il disturbo e lasciarvi sperperare anche le cose dopo avere distrutto le idee
DE PROFUNDIS Noi guardavamo di là e non abbiamo visto nulla. Aspettavamo il millennio, dovevamo pagare i mutui, dovevamo badare alla scrivania per non farci sfilare la sedia di sotto, dovevamo sorvegliare le lauree dei figli, dovevamo salvarci dal fragore polveroso di muri abbattuti, dovevamo inventare Cose su Cose, credevamo di avere gioiose macchine di guerra, credevamo alla differenza antropologica, credevamo che si potesse rifondare, riformare, riesumare, elucubrare, progettare, concertare. Senza Ideologia. Ci predicavano da mille pulpiti che si deve globalizzare, che può sbocciare un continente, che lo stato è il nemico, che la Classe non c'è più, che Keynes è il male assoluto, che la governabilità è più importante della rappresentanza, che siamo circondati da nemici crudelissimi, che la mano invisibile di Adam ci salva sempre. Noi le abbiamo bevute tutte. E intanto il caro estinto moriva in un deserto buio. Fu una morte rapida, un guizzo impercettibile della Storia. Subito morì dentro di noi. Con lui morirono due delle tre figlie di Marat, e l'Idea di Tribù, e la memoria del barbuto Diagnosta visionario, e le speranze di due secoli. E la fatastrega Utopia. Poi nacquero bambini ignari senza passato. Ma con nessun notaio abbiamo accettato i lasciti del de cuius. Nemmeno con beneficio d'inventario. Ora il venticello di Don Basilio dilaga dalle parabole raccattabit. Ci hanno preso per il culo. Ci siamo fatti prendere per il culo. Continueranno a prenderci per il culo
ACROBAZIE AEREE AL LIDO
Lido di Venezia, 26 settembre 2010: evoluzioni acrobatiche di piccoli velivoli, compreso un biplano rosso con matto volante sull'ala; niente di speciale ma un momento interessante; solo un po' di rimpianto per non avere avuto una attrezzatura fotografica migliore: tutto sarebbe molto meglio se le immagini fossero più nitide. Si tratta di un autofocus impreciso? o di un obiettivo (SIGMA 18-200) non all'altezza? o di una macchina (EOS 550D) inadeguata? Ai savants l'ardua sentenza. Io comunque mi sono divertito.
LA GIOSTRA DEL PASSATO REMOTO INGOIA IL BURATTINO-BURATTINAIO CHE SMERCIA LE MAGNIFICHE SORTI E PROGRESSIVE
Chi può ancora credere che lo scorrere della storia ci porti le magnifiche sorti e progressive ? Chi non si rende conto che questa favola ci viene narrata da abili burattinai ? Chi non vede che anche il burattinaio è un burattino manovrato ? Chi teme il vortice del passato remoto ? Chi si diverte sulla giostra ?
NON VEDO LE ORME
Oggi sul sentiero non vedo le orme
dell'uomo, Domani sull'erba non vedrò le
tracce delle ruote dell'uomo,
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PERCHE' Uscire di casa alla mattina e trovarsi a dire
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NESSUN LAMENTO SULLA MORTE DI UTOPIA Se scopri che nel paese dell’Utopia la falce ha sgozzato la Giustizia, non devi piangere;
se il sereno poeta campesino vende puttane all’Adidas, non devi piangere. E quando vedrai sparire la barba bianca e rossa dell’ultimo profeta di zucchero, non dovrai piangere.
Ma quando il coraggio e la speranza non dovrai gioire.
Perché il piede dell’Uomo Migliore ripartirà dalle orme delle fiere
selvagge,
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Non trovo la strada
Non trovo la strada
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INGRANAGGIO
Non temo l’uomo né il cielo.
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IL GIGANTE CHE CREDE ALLE FIABE
Il gigante che crede alle fiabe ha
una serva nuova,
Il gigante che crede alle fiabe
Al gigante che crede alle fiabe
Ora il gigante che crede alle fiabe ORA SA
Che le authority lo salveranno dagli
abusi Chi dirà la verità al gigante che crede alle fiabe?
Il gigante che crede alle fiabe se si arrabbia.
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MA NON MI AMA
Dio come la sento vicina.
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CREDO Credo in Dio il Dio che non parla per bocca di un rappresentante scelto da altri uomini il Dio che non designa popoli eletti il Dio che non dà leggi diverse per l’uomo e per la donna il Dio che non prepara premi né castighi oltre la vita il Dio che non chiama superbia la mia sete di sapere il Dio che ai suoi figli regala le mele il Dio che non chiede di convertire il Dio che non vuole martiri né carnefici il Dio che nel cui nome nessun prete condanna il Dio che non autorizza fatwa né crociate il Dio che non arma la mano dell’uomo il Dio che nessun generale imprigiona nella sua bandiera il Dio che non regge lo scettro dei re il Dio che non premia l'uomo buono con il denaro il Dio che nessun filosofo può definire il Dio di cui nessuno dice "il mio Dio".
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EPILOGO Ho viaggiato a lungo nella foresta Eravamo in tanti Era un duro cammino I curiosi salivano sulle sequoie per vedere il sentiero I forti abbattevano i baobab per aprirsi la strada I pavidi si impiccavano ai rami I potenti salivano sulle spalle dei deboli Tutti divoravamo uomini e animali Incendiavamo i fiori Sporcavamo La moltitudine era inarrestabile Lungo il fiume ho perduto amici, amori e affetti Sono scampato a lonze, leoni e lupe Le forze si sono impoverite Lo sguardo si è schiarito Il cammino è ancora lungo Con la mia tribù troverò la radura E riposerò con la mia donna.
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TRAMONTI Improvviso ti coglie il tramonto. E tu pensi che il mondo stia precipitando. O grande e rassicurante Tolomeo. Grazie a te posso ignorare l’oscura periferia che mi contiene e mi rappresenta; e proiettare sull’universo il mio tramonto. Tacete, Copernico e Galileo e Keplero, lasciatemi compiangere i miei nipoti per essere cuccioli nel tempo del buio e nascondere così l’invidia per il lungo futuro di forza e di bellezza. Lasciatemi piangere sul sole che scompare. Lasciatemi credere al caos dopo di me. Quando nessun fuoco brucerà; e nessun gelo sarà pallido come il mio.
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CORPOREITA'
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TIME FLIES, FLY WITH TIME
Riflessioni sulle opere della
scultrice Piera Legnaghi: la leggerezza e la sintesi poetica di
queste enormi creazioni in ferro aiutano ad accettare il volo
inarrestabile del tempo e suggeriscono di volare con il tempo senza
soffrire del suo scorrere. |